La commissione di esperti, che si è riunita nel mese di dicembre 2012, ha deciso di adottare un sistema misto: metà della Duma sarà eletta da liste di partito, l’altra metà da circoscrizioni maggioritarie. I partiti e le circoscrizioni maggioritarie che li rappresenteranno saranno esenti dall'obbligo di raccogliere firme. Potranno presentarsi anche candidati indipendenti, ma dopo aver raccolto le firme di almeno lo 0,5 per cento dei votanti. Il nuovo disegno di legge non contempla la creazione di blocchi di partito, né il ritorno alle urne del sistema “contro tutti”, tuttavia, lo sbarramento passerà dal 7 al 5 per cento.

La nuova legge elettorale che riguarda il numero dei deputati è di taglio liberale: prevede un abbassamento dello sbarramento, dà la possibilità ai piccoli partiti e ai candidati indipendenti di presentare la propria candidatura in collegi uninominali e riduce la percentuale di firme necessarie per la registrazione dei candidati indipendenti.

Il ritorno al sistema misto è stato proposto da Putin il 12 dicembre del 2012 in seno all’Assemblea Federale. Il presidente della Commissione Centrale Elettorale, Vladimir Churov, e il capo dell'amministrazione presidenziale, Sergei Ivanov, hanno elaborato le proposte prima del 1° marzo 2013. Secondo una fonte del Cremlino, il disegno di legge prende in considerazione le opinioni di tutti i partiti politici, compresi quelli nuovi e gli esperti di leggi elettorali.

Elementi chiave della riforma elettorale
Uno dei temi principali del dibattito sono stati i blocchi elettorali: nel messaggio, il Presidente proponeva la possibilità di crearli. Il nuovo disegno di legge non li prevede, tuttavia, lo sbarramento viene abbassato dal 7 al 5 per cento e non verrà concesso l’1-2 per cento dei seggi che non sono stati conquistati dai partiti, ha detto un funzionario del Cremlino.

Il numero dei collegi uninominali per regione dipenderà dal numero di elettori (482mila in ogni distretto). Le 14 regioni con meno di 482mila elettori riceveranno ciascuna un collegio uninominale: questo è il punto principale, sottolineano al Cremlino.

Potranno partecipare alle elezioni non solo i candidati dei partiti politici, ma anche i candidati indipendenti, i quali per registrarsi avranno bisogno di raccogliere lo 0,5 per cento delle firme rispetto al numero di elettori del distretto. Si tratta di un suggerimento avanzato dai partiti non parlamentari, che potranno essere così ascoltati, dichiara il leader del partito Giovane Russia, Nikolai Stoljarchuk.

L’ultima volta che nella Duma di Stato erano entrati parlamentari eletti da collegi uninominali era stato nel 2003. Adesso però prenderà parte alle elezioni un circolo di partecipanti completamente diverso e sarà possibile eleggere anche nuovi candidati, ha detto il funzionario del Cremlino. “Questo documento può essere considerato come un primo passo verso la democrazia, quella vera”, spiega un’altra fonte dell’amministrazione.

Il disegno di legge piacerà alle élites regionali, che potranno così promuovere più liberamente, nei collegi uninominali, i propri rappresentanti alla Duma di Stato. Ciò favorirà le possibilità di carriera politica, anche se, per il momento, la preferenza va ai rappresentanti di Russia Unita. Attualmente, tra i governatori vi sono molti ex deputati della Duma di Stato del partito Russia Unita: Vladimir Gruzdev (governatore della regione di Tula), Andrej Vorobyov (sobborgo di Mosca), Oleg Kovalëv (regione di Rjaza), Ramazan Abdulatipov (Daghestan). Tra i deputati, Alexei Ostrovskij è stato nominato capo della regione di Smolensk e rappresentante del Partito Liberal-democratico.

L’articolo è stato redatto sulla base di materiali pubblicati da Kommersant e Vedomosti