Il mercato azionario di qualsiasi Paese sviluppato è una selva redditizia ma oscura. La Russia, da una parte, attira gli investor privati con indici e coefficienti elevati, dall’altro li spaventa per la mancanza di trasparenza e la lontananza. Gli indici russi sono caratterizzati da una volatilità molto alta e questo richiama gli speculatori spaventando molti investor strategici. In qualunque Borsa di uno Stato sviluppato un’oscillazione di più del 2 per cento è considerata forte e porta all’aggiotaggio tra i trader. In Russia l’1-2 per cento è la norma. Il compito è quindi soltanto quello di stabilire con precisione dove si muoverà il mercato nei prossimi mesi.

Secondo la stima del Boston Consulting Group diventare miliardari in Russia è di gran lunga più semplice che nella maggior parte dei Paesi del mondo. Vale lo stesso discorso per quanto riguarda i giochi in Borsa. Con un avvertimento: anche fare bancarotta qui è molto più facile.

Ciononostante molti stranieri, prima di tutto, quelli di Paesi con profonde tradizioni borsistiche (Usa, Gran Bretagna, Germania, Francia) tentano di fare soldi con la Borsa russa.

Perché la Russia

Secondo i principali indici il mercato russo è il più allettante tra quelli emergenti. "Secondo gli indici P/E (il rapporto tra il prezzo delle azioni e la loro redditività) e Ebitda (l’utile calcolato sottraendo i costi al fatturato, ma escludendo la tassazione) il mercato russo è uno dei più economici del mondo. Per esempio, il nostro P/E medio è pari a 5, mentre nei mercati emergenti va dall’8 al 10; la sottovalutazione è pertanto evidente", afferma Oleg Achkasov, capo del Dipartimento di operazioni commerciali sul mercato azionario della società Vtb Capital. Egli ha puntualizzato che quando le questioni legate al livello della dirigenza aziendale e alla trasparenza si risolveranno con esito positivo un tale tasso di sconto non sarà più giustificato.

Come in Russia

Se uno straniero volesse tentar fortuna sul mercato azionario russo, prima di intraprendere una tale azione dovrebbe risolvere alcune questioni, la più importante delle quali riguarda come tecnicamente procedere. Innanzitutto gli si pone la scelta della persona attraverso cui dovrà operare, il suo broker di riferimento. È chiaro che la maggioranza degli investitori tende a fidarsi delle società del proprio Paese.  Molte banche straniere hanno delle filiali in Russia e lavorano in questo mercato da più di dieci anni. Per loro comunque non è il business principale e pertanto lo trattano di conseguenza, sottolinea Achkasov. "Molte banche sono presenti in Russia da tanto tempo, alcune con successo. La loro fonte primaria di reddito rimane comunque non in Russia. Per noi invece è un prodotto chiave, nelle aziende russe c’è una linea di produttività più ampia, contatti più solidi e uno studio del mercato più approfondito", sottolinea l’esperto. Inoltre le società russe sono sovente pronte a lavorare in conformità alla legislazione straniera. Le grandi aziende hanno delle filiali registrate in Europa, Usa, Cina, in altri Paesi e regioni e si muovono nell’ambito delle leggi locali.

Dove in Russia

"Il mercato azionario russo", come qualunque altro mercato, è un concetto che riunisce in sé migliaia di strumenti e di azioni. Lo strumento più semplice e affidabile sono le Blue chips, vale a dire le maggiori compagnie, principalmente petrolifere e delle telecomunicazioni e le corporazioni finanziarie. Questi titoli crescono in modo stabile e senza fretta. Ciò significa che presentano il minor rischio ma il profitto non può dirsi eccellente.

Allo stesso tempo ci sono un secondo e un terzo segmento di titoli a bassa liquidità, in cui operano società abbastanza piccole, spesso non molto trasparenti, ma con un’alta redditività potenziale. Per fare un confronto, il profitto delle blue chips negli ultimi nove mesi del 2011 è risultato in media del 4-5 per cento, nel terzo segmento ha raggiunto il 20 per cento. Così molti di questi titoli possono diventare una "valuta rifugio" per i loro proprietari nel caso in cui l’economia mondiale entri in una nuova fase di crisi, è convinto Aleksandr Parfenov, analista della società Winson Capital. "Nel caso di un ulteriore inasprimento della situazione del mercato finanziario mondiale e di una caduta delle quotazioni saranno proprio questi titoli a difendere i loro possessori da perdite eccessive, mentre in una situazione di normalizzazione porteranno utili sensibili", dichiara con sicurezza. Finora nel secondo e terzo segmento ci sono emittenti con indici P/E al 2-3, il che la dice lunga sulla loro sottovalutazione.

Segui la Russia

Complessivamente il mercato russo, grazie soprattutto agli sforzi degli operatori del settore, è aperto agli investor stranieri. Nei loro confronti c’è una vera e propria caccia. Per questo sia lo Stato sia le Borse cercano di creare le condizioni più agevoli possibili: nelle piazze russe si può operare in dollari, ricevere online i dati sull’andamento delle azioni (nella Borsa principale c’è una versione completa del sito in lingua inglese), ottenere ogni trimestre i resoconti finanziari delle compagnie… Le società d’investimento pubblicano regolarmente analisi di mercato sia in russo sia in inglese.